Nel Duomo di Cremona (1107), pur conservandosi l'impianto strutturale romanico originario, vi sono state altresì modifiche - si pensi al grandioso ciclo cinquecentesco di affreschi nella navata maggiore - che hanno interessato la grande cattedrale fino al XVI secolo (vedansi i due bracci due-trecenteschi del lungo transetto e la parte alta della facciata principale). Nel manifesto puoi trovare le informazioni con data e orario dei diversi momenti: manifesto. Fu inoltre modificato il presbiterio, con la costruzione del mirabile pontile riccamente da loro decorato, e venne aperta la grandiosa Porta Regia sulla Piazza Grande, anch'essa non prevista da Lanfranco (il nome di Regia, non significa del re, ma deriva dal termine del latino medioevale rege che significa porta principale di un edificio), vicina alla Porta dei principi, anch'essa sulla piazza e già presente nel progetto iniziale, che trae il proprio nome dalla presenza di due principi nella decorazione dell'architrave. Questo motivo dà ritmo all'edificio scandendo l'articolazione dello spazio con un gioco di chiaroscuri. Vicino si trova anche il monumento funerario di Francesco Maria Molza, poeta di nobile famiglia modenese, opera del 1516 di Bartolomeo Spani che lavorò anche a Reggio Emilia e a Roma. Ma se il viaggio della vita è un difficile percorso, la meta èla Salvezza: scene liete di vendemmia evocano la “vigna del Signore”. Degli ultimi decenni del Trecento è il polittico del pittore modenese Serafino de' Serafini situato nell'abside di sinistra e rappresentante l'Incoronazione della Vergine, la crocefissione e Santi. Il protiro è retto da due leoni stilofori (cioè reggenti una colonna ciascuno) di epoca verosimilmente antica (forse copie di sculture romane). All’interno degli stipiti vi sono figure di Patriarchi e Profeti, che annunciano la venuta di Cristo, sottolineando il significato simbolico della Porta della Chiesa, la quale è crinale tra due condizioni: quella dei fedeli radunati all’interno, salvi, e quella di chi è fuori, possibile preda del demonio. Nella metà dell'XI secolo la prima chiesa venne sostituita da una più grande, la quale tuttavia, per le scarse capacità dei costruttori, minacciava di crollare già verso la fine del secolo, quando il popolo decise di costruirne una nuova. Colorno (Pr): Santa Margherita Vergine e Martire (NP 32) … Questa cerimonia avvenne in forma solenne alla presenza del papa Pasquale II, di vescovi e abati, della contessa Matilde e del popolo, attento e vigile durante la ricognizione del sepolcro e la traslazione nel timore che vi potessero essere furti di reliquie, allora oggetto di fiorente commercio[5]. I simboli degli Evangelisti (il leone di San Marco, l'angelo di San Matteo, l'aquila di San Giovanni e il bue di San Luca) che i Campionesi spostarono al di sopra del rosone, sono vicini stilisticamente a Wiligelmo, ma sono attribuiti a un allievo, detto Maestro degli Evangelisti, che evidenzia un gusto più raffinato della forma, a scapito del vigore del suo maestro. Scompare la parrocchia del Duomo. Parrocchia S.S. Faustino E Giovita Martiri Via Giardini, 231 – 41124 MODENA Telefono : 059.350266 – Fax 059.2922625 C.F. Per un confronto con le altre principali chiese romaniche della regione si riporta una tabella con le principali misure, Cathedral, Torre Civica and Piazza Grande, Modena. Rimane ancora ineguagliata, dopo nove secoli, la toccante espressività dei Rilievi della Genesi, scolpiti da Wiligelmo su grandi lastre di pietra, anch’esse di reimpiego. Subito dopo l'ingresso nella navata settentrionale si erge a grandezza naturale e con le vesti e le insegne vescovili la statua lignea di San Geminiano, forse del XIV secolo, opera di un ignoto scultore. Sono dotate entrambe di due manuali di 61 note ed una pedaliera concavo-radiale di 32 note. Sito istituzionale della Parrocchia dello Spirito Santo Modena, Via Fratelli Rosselli 140 . Non è certamente di Wiligelmo, e nemmeno di un maestro campionese, l'altorilievo di Cristo in trono entro una mandorla posto al di sopra del rosone della facciata e sovrastato da una specie di baldacchino che, per motivi stilistici, è attribuito a un Maestro del Redentore vissuto molto dopo gli inizi del XIII secolo. Religious Sites. Mostra il santo quasi in estasi nonostante il martirio, che rivolge il capo alla Madonna e ai Santi su una nuvola che lo sovrasta. L'antica Mutina era una fiorente colonia romana sulla via Emilia, che nell'alto medioevo era andata quasi completamente distrutta a causa di invasioni, terremoti e di alluvioni, tanto che gli abitanti erano stati costretti ad abbandonare la città per trasferirsi in una località longobarda dotata di mura, che prese il nome di "Cittanova", oggi frazione del comune di Modena. Si trova in uno storico palazzo al quarto piano, senza ascensore. La decisione presa dal popolo, in piena indipendenza rispetto ai poteri imperiali ed ecclesiastici, è indicativa dell'aspirazione all'autogoverno e alla libertà dei modenesi. MODENA. Esistevano comunque quattro campate già delimitate da arconi, che ancora attraversano la navata e che creavano un ritmo nella struttura parietale, sottolineato anche dalle paraste che prolungano i pilastri, dalle membrature degli archi a tutto sesto e dalle trifore. la gru che toglie l'osso dalla gola del lupo. La dedicazione del Duomo di Modena è solenne: in città arriva papa Lucio III e, insieme a lui, dieci Cardinali e cinque Vescovi. Cognento è anche il luogo che ha dato i natali a San Geminiano, il patrono della città di Modena e, assieme a Modena, Italy See All Constructed in 1099 by little-known Italian architect Lanfranco, Duomo di Modena, also known as Modena Cathedral, is one of the more important Romanesque buildings in Europe. Il sarcofago, custodito entro una teca di cristallo, viene aperto ogni anno in occasione della festa del santo stesso (31 gennaio) e le spoglie del santo, rivestite degli abiti vescovili con accanto il pastorale, vengono esposte alla devozione dei fedeli. Le sue condizioni di salute erano peggiorate nelle ultime settimane. Collecchio (Pr): San Prospero (NP 30) Parroco e moderatore: don Guido Brizzi Albertelli, don Paolo Luigi Giulio Carossa (vicario) e don Giorgio Schianchi (collaboratore). La copertura era anticamente a capriate lignee e venne sostituita con volte a crociera a sesto acuto soltanto durante il XV secolo. Parrocchia Duomo, 6, Via S. Eufemia, Chiesa cattolica - servizi parrocchiali Modena Info e Contatti: Numero Telefono, Indirizzo e Mappa. Questi ultimi rappresentano, rispettivamente, il virtuoso che sconfigge il male e il peccatore che si lascia divorare dal male. Wiligelmo, Cacciata dal Paradiso Terrestre, Wiligelmo, Uccisione di Caino e l'Arca di Noè. ARCHITETTURA SCULTURE PITTURE SAGRESTIA CAMPANILE CAMPANE VETRATE ALTRE STRUTTURE . Coloreto (Pr): San Biagio (NP 24) Parroco (o amministratore parrocchiale) e moderatore: don Luigi Valentini. Ne aveva parlato anche, nella seconda metà dell'800 il filosofo ateo e massone Ludwig Feuerbach (1804 1872) in un libro intitolato "Essenza del cristianesimo". Il 9 giugno 1099 rappresenta una data importantissima per la città di Modena. In quel giorno venne posata la prima pietra del Duomo di Modena, splendido esempio di arte romanica che stupì i contemporanei, e che continua tuttora a sorprendere per la sua straordinaria bellezza e originalità. 12 luglio, la Dedicazione della Cattedrale. Nel 1944 una parte del lato sud venne parzialmente danneggiata da un bombardamento e presto restaurata. La forma circolare della pianta (la più classica, assieme a quella basilicale), rappresenta la perfezione e l’eternità; la cuspide punta verso il cielo ed è sormontata dalla croce cosmica, con i bracci rivolti ai punti cardinali; il portico (o prònao) introduce gradualmente nello spazio sacro. Historic Walking Areas. Importanza del Duomo di Modena nella storia dell'architettura. Lo stesso modello è ripreso anche nella Porta Regia sul fianco. Restano altre cattedrali romaniche a Pavia, a Fidenza, a Piacenza, ecc., ma sono più tarde, mentre una diretta filiazione del suo stile è la Basilica di San Zeno a Verona, dove sono citati quasi tutti gli elementi architettonici, dalla facciata a spioventi tripartita, alla galleria di loggette (sebbene qui interpretata con doppie colonnine), ai grandi pannelli scultorei accanto al portale. Sono opera certamente di un grande scultore che, nella fermezza dei volumi e qualche altra consonanza si può ancora riferire a Wiligelmo, ma la resa è più minuziosa e raffinata, come nelle figurine su avorio: egli aveva ormai introdotto nella tradizione della scuola modenese elementi della scultura borgognona. Per sottrarle all'usura del tempo, furono trasportate nel Musei del Duomo di Modena e sostituite in loco da copie nel 1950. Le sculture che esaltano le capacità scultoree dei Campionesi sono nei rilievi che ornano l'ambone con le figurazioni dei dottori della Chiesa in atto di scrivere su ispirazione di un angelo o di una colomba, simbolo dello Spirito Santo, dei simboli degli Evangelisti, di Cristo in maestà e di Cristo che risveglia gli apostoli nel Getsemani. Ad eccezione della parte con il sepolcro di San Geminiano modificata nel 1700, è rimasta inalterata da quando venne costruita tra il 1099 e il 1106. Le quattro mensole che sostengono il pontile più internamente riportano telamoni, Sansone che smascella il leone (esterno destro) e un Leone che divora un peccatore (esterno sinistro). All'esterno l'articolazione dello spazio riflette quella interna, una teoria di loggette ad altezza di "matroneo", cinge tutto il perimetro del Duomo, racchiuse da arcate cieche. MESSE VESPRO Devozione dei primi venerdì del mese CARNEVALE ATTIVITA' MESSE CATECHISMO ORATORIO PRINCIPI EDUCATIVI GRUPPO GIOVANI EVENTI CULTURALI LEGGIAMO LA BIBBIA LA PASTORALE LITURGIA … Diocesi di Modena: situazione parrocchie Pubblichiamo un articolo postato sul sito della Gazzetta di Modena, in cui il vescovo Castellucci trae le conclusioni della tre giorni sulla chiesa modenese e fa il punto sulla situazione delle parrocchie della Diocesi. Allo stesso modo, il Duomo di Ferrara, romanico in origine, subì varie aggiunte tra i secoli XIII quando la facciata venne "goticizzata" e l'interno completamente rinnovato nel Settecento e alla fine dell'Ottocento. Le sculture del Duomo di Modena sono parte integrante del complesso monumentale e costituiscono la più importante testimonianza del rinascere dell'arte scultorea su scala monumentale in Italia, punto di partenza per i successivi sviluppi artistici nel Nord-Italia e oltre. 0535.85425 VIVE DI OFFERTE - FEB./MAR./APR. Nella cripta è custodito il sepolcro di San Geminiano, patrono di Modena, e si conserva un capolavoro del Rinascimento modenese, La Madonna della pappa, gruppo in terracotta policroma di Guido Mazzoni (1480 – 1485 ca). Lanfranco venne a Modena accompagnato da un gruppo di valenti muratori e lapicidi (i cosiddetti Maestri comacini, cioè provenienti da località del lago di Como) che si misero subito al lavoro. Queste porte non riscossero però l'approvazione di buona parte dei cittadini, che le giudicavano troppo moderne e non in armonia con la facciata. Il popolo, che avvertiva la necessità di mettere mano a una nuova chiesa, approfittando anche dell'assenza del vescovo, decise di costruire una nuova grande cattedrale, cosicché quando il nuovo vescovo Dodone, nominato pur con qualche difficoltà nel 1100 da papa Urbano II, riuscì a farsi accettare da tutti e giunse a Modena, trovò il cantiere del nuovo Duomo già aperto. Per rendersi conto dello stile immediatamente precedente a Wiligelmo si possono vedere i capitelli di anonimi maestri lombardi nella cripta della cattedrale. Scrivici. Arcidiocesi di Modena–Nonantola Curia Arcivescovile Via S. Eufemia, 13 41121 Modena Tel centralino 059/2133811 fax 059/2133803 segreteria@modena.chiesacattolica.it Parrocchia Parroco Don Mario Zaras, Don Odoardo Ballestrazzi canonico, Angelo Parretta accolito. - San Felice sul Panaro - Tel. Proprio sulla linea di una idea di salvezza e di riscatto, quale sarebbe il significato del programma dell’intera facciata, volutamente si sarebbero omessi tutti quei particolari che sanciscono una perdita irreparabile di Dio. Numerosi rilievi, tra i quali i quattro celebri pannelli con le Storie della Genesi di Wiligelmo, decorano la facciata. La più piccola Porta dei Principi è ornata nell'architrave da un bassorilievo raffigurante episodi della vita di San Geminiano. Il Duomo di Modena Il Duomo di Modena è tra i maggiori monumenti della cultura romanica in Europa, riconosciuto nel 1997 dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, assieme alla sua torre Ghirlandina e all’adiacente Piazza Grande.Il Duomo fu fondato il 9 giugno del 1099 per iniziativa delle varie classi sociali cittadine, come affermazione dei valori civici, culturali […] Minore, rispetto alle altre porte, è la sua decorazione scultorea, mentre molto maggiore è la sua imponenza architettonica: a strombo, delimitata da una serie di colonne tutte diverse, di cui le due prime di diametro maggiore sono sorrette da due grandi leoni stilofori, spoglie antiche recuperate da un edificio di epoca romana, che stringono la preda fra le zampe e rappresentano nell'iconografia medioevale la lotta fra il diavolo e l'uomo o fra questo e Dio. Qui trovi il messaggio in occasione della sagra del nostro parroco don Boguslaw: messaggio . CCP 25 02 2017 CCP 2016 CCP ANNI PRECEDENTI CCA 2016 CCA ANNI PRECEDENTI … A ciascuna navata corrisponde un'abside. Don Andreotti è nato il 10 marzo 1964 e ha frequentato il Seminario di Modena fino al secondo anno del corso di teologia, per diventare sacerdote nella famiglia religiosa del Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano il 28 settembre 1991. Anche questo scultore, pur apprezzabile, non ha la forza espressiva e la tensione del suo maestro: i suoi telamoni nei capitelli non sono schiacciati dal peso che sopportano come quelli di Wiligelmo, il lavoro nelle allegorie dei mesi non è più come quello di Adamo ed Eva della lastra della facciata una condanna in espiazione del peccato, così pure non vi è drammaticità nella cavalcata della leggenda di re Artù, più simile a una passeggiata che a una battaglia. Nel presbiterio si trova anche il mirabile coro ligneo intarsiato del 1461-1465 opera degli esponenti di una dinastia di provetti ebanisti, i fratelli Cristoforo e Lorenzo Canozi, detti da Lendinara. The Duomo Museum bookshop which was entirely refurbished in 2016, offers visitors a vast range of publications regarding the Cathedral, both specialized and academic, in a number of languages. TANTI PELLEGRINI «È proprio quello che cerchiamo di fare, ossia trasformare i turisti in pellegrini», spiega … Don Orfeo Cavallini è il nuovo parroco del Duomo e si insedierà a settembre. Alla sfera del fantastico e del racconto fanno piuttosto riferimento sia l’insolito archivolto, in cui è scolpita la vicenda di Re Artù di Bretagna, sia gli stipiti e l’architrave, dove animali protagonisti delle antiche fiabe di Fedro e al Roman de Rénard emergono tra intricati grovigli vegetali. Sono state sostituite alcune travi portanti piuttosto degradate, e si sono riparate fessure nella muratura. [7]. La scuola globale colloca le sculture della Genesi in un contesto assai ampio che comprende l’atteggiamento medievale nei confronti del lavoro e della salvezza. Territori. Altrettanto si verifica sul fianco nord, dove però l'irregolarità è meno evidente perché mascherata da un successivo rimaneggiamento. Il Duomo di Modena. La parrocchia di Santa Rita da Cascia in Modena accoglierà alle ore 17.00 di domenica 24 giugno don Stefano Andreotti, che subentra come parroco a don Franco Silvestri. Artù viene a liberarla con l'aiuto di altri cavalieri: Isdernus e Burmaltus che lottano vittoriosamente contro il "cattivo" Mardoc. palestra piazzale campi sportivi archivio . See all. Arcidiocesi di Modena–Nonantola Curia Arcivescovile Via S. Eufemia, 13 41121 Modena Tel centralino 059/2133811 fax 059/2133803 segreteria@modena.chiesacattolica.it Infine il presbiterio è rialzato rispetto alla cripta, creando un pontile realizzato da maestri campionesi. La corda di questo arco misura 2,67 m, mentre tutte gli altri hanno una lunghezza di 3,74 m[4]. Roberto Salvini, Il Duomo di Modena, editore Artioli per FIAT, ricavato dalla più ampia edizione realizzata dalla Cassa di Risparmio di Modena, Modena 1983 (senza ISBN). Parrocchia di San Giorgio m.in Sassuolo. Presenza anche di un finto matroneo che ha la funzione di alleggerire la struttura, il quale riprende il motivo della loggia percorribile all'esterno. La parrocchia di Santa Rita da Cascia in Modena accoglierà alle ore 17.00 di domenica 24 giugno don Stefano Andreotti, che subentra come parroco a don Franco Silvestri. La sede vescovile restò allora vacante per diversi anni a causa dell'impossibilità per il papa di trovare un candidato gradito al popolo e al partito imperiale. A Lanfranco si dovette affiancare presto lo scultore Wiligelmo, ricordato da un'analoga lapide sul lato opposto della chiesa, il quale non solo lavorò assieme ai suoi allievi e seguaci alla decorazione scultorea della chiesa, ma forse si occupò anche dell'architettura, iniziando i lavori dalla facciata, mentre Lanfranco (o comunque un altro gruppo di lavoro) partì dalle absidi. Lungo gli stipiti il ciclo dei Mesi presenta perlopiù figure di contadini intenti nelle loro attività (uccisione del maiale, rigori dell'inverno, lavori dei campi, vendemmia). Pur essendo in stile moderno, mantiene elementi propri della tradizione degli edifici sacri. Attualmente sono in corso lavori di consolidamento delle fondazioni per prevenire possibili danni alla struttura. Nel caso del Duomo di Modena, all'epoca della costruzione, la scelta fu puramente stilistica, essendo anticamente coperta da capriate. La Porta della pescheria (cosiddetta perché nelle sue vicinanze già si trovava un banco per il commercio del pesce) era destinata all'entrata del popolo e venne scolpita tra il 1110 e il 1120 circa, con tralci con mostri e figure zoomorfe, la serie delle Allegorie dei mesi (sugli stipiti all'interno), le Storie di re Artù (sull'archivolto) e alcune scene riprese da favole con animali dai bestiari (Roman de Renart), sull'architrave: Queste immagini di vivace sapore popolare sono collegate ad ammonimenti cristiani. Cerca parrocchie a Modena (MO) | Trova informazioni, indirizzi e numeri di telefono a Modena (MO) per parrocchie su Paginebianche Pure opera di uno scultore della scuola wiligelmica è la decorazione della Porta del Battistero o dei Principi del cosiddetto Maestro di San Geminiano. Il lunedì dalle 7 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. All’officina di Wiligelmo si devono anche la maggior parte delle sculture collocate sulla facciata, raffigurazioni sacre e profane, celestiali e mostruose: riassumono l’intero mondo spirituale dell’uomo medievale, la fede, le speranze, i timori, le certezze e i dubbi. Alla fine del Novecento si provvide poi a un'accurata pulitura delle sculture e della superficie esterna restituendo al Duomo il caratteristico colore bianco che era stato offuscato dalla polvere e dallo smog. Le visite non sono consentite durante le celebrazioni. Demolita poi completamente la vecchia cattedrale, i lavori continuarono ed entro il terzo decennio del XII secolo il lavoro dei successori di Lanfranco e Wiligelmo si era concluso. Il pulpito centrale di Enrico da Campione (1322) è ornato di statuine in terracotta opera di plastici modenesi aggiunte nei secoli successivi. Tra le raffigurazioni c'è quella di un tralcio di vite abitato che si sviluppa sugli stipiti, sull'architrave e sull'archivolto a simboleggiare che il fedele sta entrando nella "vigna del Signore", cioè nella redenzione. Gli interventi successivi più importanti sono nel XV secolo, quando fra il 1437 e il 1455 si nascose con volte a crociera l'originaria copertura a capriate lignee, forse voluta dai committenti timorosi che succedesse quanto era avvenuto alle volte del duomo precedente, che avevano palesato presto vistose lesioni.