Le fiabe in terapia svolgono la funzione di oggetto mediatore: sono portatrici di contenuti profondi, a cui ci si può avvicinare e sui quali lavorare. Il pilota è sì adulto ma non ha dimenticato il se stesso bambino, conserva il disegno “per non dimenticare, giustamente, a che punto la mancanza d’immaginazione degli adulti potesse essere grande e scoraggiante”. La Rosa. Ha avuto la brillante idea di possedere le stelle e dice che sono sue solo perché nessuno ci aveva mai pensato prima. Il testo del racconto è completato dai disegni originali dell'autore. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Per avere maggiori informazioni su tutti i cookie utilizzati, su come disabilitarli o negare il consenso all’utilizzo leggi l’informativa. La necessità del cucciolo d’uomo di creare dei legami di attaccamento nasce dall’istinto di sopravvivenza, ci dice Bowlby. Il Piccolo Principe e La Rosa - Asilo Nido, Organizzazione Feste Private, Ludoteca, Centri Estivi Scritto il 19 Gennaio 2016 2 Giugno 2019 Pubblicato in Fiori , Prodotti Floreali , Colori , Shop fiori online a Padova Il Piccolo Principe e la Rosa, rossa o colorata per noi ha un significato … Probabilmente l’Uomo vanitoso ha l’illusione di riempire il vuoto che sente dentro di sé colmandolo con le parole di ammirazione, rappresentazione di personalità istrioniche che puntano la loro sicurezza sull’apparire e sul mostrarsi. Ci sono cose dei bambini che gli adulti non capiscono e queste incomprensioni sono motivo di sofferenza per un bambino ma ancor di più per il bambino che abbiamo dimenticato vivere ancora dentro di noi, il quale vorrebbe realizzassimo i nostri sogni di diventare pittori, piloti o qualsiasi altra professione sia nei nostri desideri senza che arrivi la società adulta a distruggerci i sogni all’età di 6 anni! Questo personaggio mostra di non scoraggiarsi facilmente, si trova nell’immensità del deserto e, pur essendo solo, non si perde mai d’animo e cerca di uscire da quella situazione anche se non è per niente semplice. Il Piccolo Principe è un misterioso bambino proveniente da un pianeta minuscolo, con tanta voglia di conoscere gli uomini e le loro abitudini. Il Piccolo Principe è uno sguardo infantile sul mondo, ognuno di noi è stato bambino ma poi crescendo alcuni lo dimenticano e questo fa reprimere la nostra spontaneità, limita la nostra curiosità ed appiattisce le nostre emozioni facendoci iniziare a pensare che la “leggerezza” della vita non ci sia più concessa, che i sogni, le risate ed i giochi con gli amici siano sostituiti dall’esigenza e necessità di essere persone performanti in ogni momento della giornata ed in tutti gli ambiti della nostra vita e senza tempo libero a disposizione. La rosa del Piccolo Principe è il fiore da lui tanto amato di cui esiste un solo esemplare sbocciato sul suo pianeta, da proteggere e custodire. Piccolo Principe: “La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io non ti volevo far male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi”. La volpe, con queste parole, insegna al Piccolo Prinicipe il valore dell’amicizia, che per lei significa essere addomesticata e per il piccolo principe vuol dire prendersi cura della sua rosa. Riluce così quello che è il vero rapporto tra tempo e uomo: la possibilità, tramite il suo impiego, di dare valore a cose e persone e di essere valorizzato a sua volta dai legami creati. Accettando questa realtà e non remando contro la nostra natura potremo finalmente essere liberi nel non sentirci vincolati da una mancata ed assoluta indipendenza fortemente esalata nella quotidianità odierna, perché come dice Vittorino Andreoli (ex direttore del dipartimento di Psichiatria di Verona, membro della New York Academy of Sciences e presidente del Section Committee on Psychopathology of Expression della World Psychiatric Association) in un’intervista pubblicata nel 2013: L’individualismo spietato. E non ho bisogno di te. Il Pilota sa per sua esperienza personale (si è reso ben presto conto che nessuno capisce il suo disegno che, al contrario dei tanti che lo interpretano come un cappello, rappresenta un boa che mangia unelefante) che spesso “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano di spiegargli tutto ogni volta”, gli adulti non capiscono le fantasie dei bambini e ciò è motivo di forte sofferenza per loro. Ma poiché quest’ultimo non sentiva altro che lodi, il Piccolo Principe se ne … Tradotto da Wirton Arvel. Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore … ci vogliono i riti. L’Uomo che accende e spegne il lampione è l’unico a non sembrare ridicolo per il Piccolo Principe “Forse perché si occupa di altro che non di se stesso”, fa il suo dovere senza metterlo in discussione e senza cercare soluzioni alternative, il protagonista gli da un consiglio, ma lui vorrebbe solo dormire. La volpe spiega al piccolo principe che “addomesticare” vuol dire “creare dei legami” attraverso la dedizione del proprio tempo ed energie a qualcun altro. Inoltre il riconoscere da subito quel legame con la figura di attaccamento privilegiata rispetto agli altri è la conferma che sin dai primi mesi di vita il nostro principale obbiettivo è quello di assicurarsi di non essere soli, e oltre al cibo per andare avanti nella vita abbiamo bisogno di garanzie e certezze che ci vengono assicurate solo se abbiamo la possibilità di sperimentare che quello che ci accade intorno ha una continuità. Eclipsi, Firenze. Per questo impiegano la loro arte nella creazione di calendari, orologi, clessidre, meridiane: tutti idoli del tempo, costruiti per poterlo osservare nei minimi dettagli mentre scorre, per “tenerlo”, come se in assenza di questi artefatti si potesse perderne la cognizione. Gli uomini appartengono al tempo, vi sono immersi e connaturati. * Per una migliore visualizzazione potrebbe essere utile ridurre la dimensione dei caratteri e/o ruotare il kindle. I legami che gli esseri umani creano vanno al di là del puramente visibile, diventano pensieri, significati e schemi mentali. Se non viene impiegato per coltivare una nostra “rosa” – se non diamo le nostre ore ad “addomesticare” qualcuno o qualcosa – ecco che lo perdiamo realmente. Centro Disturbi dell’Alimentazione – Milano, Centro Disturbi della Personalità – Modena, Centro Stimolazione Magnetica Transcranica – CIP TMS, Le fiabe in terapia e il loro valore: Cenerentola come strumento di cura, http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/29/il-piccolo-principe-spiegato-con-freud.html, http://www.pavonerisorse.it/conchiglie/attaccamento.htm, http://walterbrandani.it/2011/10/28/il-piccolo-principe/, http://ilnotiziario.over-blog.com/2014/05/il-piccolo-principe-e-simbolismo.html, https://www.stateofmind.it/2014/02/ilpiccolo-principe-psicologia-pensieri-dei-grandi/, http://www.studenti.it/materie/letteratura-straniera/letteratura-francese/piccolo_principe.php, http://blueyes-pantarei.blogspot.it/2006/08/analisi-del-libro-il-piccolo-principe.html, http://mus-eum.blogspot.it/2009/11/il-mio-nome-e-john-john-bowlby_6824.html, http://www.artcounseling.it/recensioni/una_base_sicura.html. La separazione, per quanto dolorosa, è necessaria, come ricorda la Telfener in “Le forme dell’addio”, molti passaggi da una fase all’altra del vivere si svolgono proprio all’insegna della separazione: nascere, svezzarsi, cambiare contesto lavorativo, dire addio a ideali-speranze e progetti rimasti irrealizzati, la perdita di un genitore, fino alla nostra morte, che è l’ultima separazione, quella dalla vita. Sarà allora impossibile per noi dire che il tempo sta trascorrendo? Non sapevo bene cosa dirgli. È molto semplice: non si vede bene che con il cuore. (, Leone B. Un amico non è una persona uguale a tutte le altre. Il desiderio di possesso dell’altro per il bisogno di percepire di avere un valore, stessa motivazione per la quale accumuliamo cose delle quali non abbiamo bisogno ma che ci servono per sentire che valiamo. Telfener U. Si aspetta proprio che quella determinata persona appaia in quel determinato tempo, ed è il continuo verificarsi di tale rito che assicura che esiste lui, esiste l’altro, esiste la relazione. Il geografo consiglia al piccolo principe di visitare la Terra, sulla quale il protagonista giunge, con grande stupore per le dimensioni e per la quantità di persone. Con il passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Ogni persona per noi importante lo è a seguito del rapporto che abbiamo costruito con questa, del tempo che abbiamo investito nel coltivare e nel creare una relazione con lei. «Sei molto carino …» – «Sono una volpe», disse la volpe. Ogni adulto che il principe incontra nel suo viaggio attraverso i pianeti, rappresenta una qualità negativa o un peccato, il senso di onnipotenza e la presunzione del re,l'avidità dell'uomo di affari etc. «Ecco il mio segreto. Tante sono le interpretazioni della metafora della vita de Il Piccolo Principe, ancora oggi forse il messaggio che Antoine de Saint-Exupervy ci voleva lasciare con il suo racconto rimane celato tra le righe di questa favola, per cui “L’essenziale è invisibile agli occhi”. Questo libro è il dialogo tra un adulto ed un bambino, all’interno del quale entrambe affrontano un processo di crescita e di conoscenza e ne escono arricchiti; l’autore parla al cuore degli adulti a cui nel mondo odierno sembra interessare null’altro che il proprio tornaconto personale. E badi che ci tengo a questo aggettivo. Il Controllore è addetto allo smistamento delle persone, anche lui ammette che gli uomini non sono mai contenti dove stanno e che vorrebbero sempre raggiungere un posto nuovo, ma non sanno neanche loro qual è questo posto. A smentire questa sciocca idea, le parole della volpe al piccolo principe. Il paradosso è trovare difficoltà nel compilare “L’Elenco delle possibili attività piacevoli”, mentre da bambini era la cosa che ci risultava più naturale al mondo, da grandi ci ritroviamo a fare i compiti per quello che ci siamo dimenticati di noi di quando eravamo bambini ed eravamo impegnati a studiare per diventare grandi. (, Frazzoni G. (2014): “Il Piccolo Principe, un magico trattato di psicologia umana – I pensieri dei grandi PT.1”. (, “Riflessioni sul libro –Una base sicura- di John Bowlby. (, Brandani W. (2011): “Il Piccolo Principe”. Raffaello Cortina Editore, Milano. Nell’incontro con i vari personaggi è evidente come ogni persona abbia bisogno della presenza dell’altro per definirsi, noi esistiamo in relazione agli altri, il geografo non può fare il suo lavoro senza gli esploratori, il vanitoso non può essere tale senza nessuno che lo ammiri, stessa cosa per il re senza sudditi. Tal altra acora mi dico: "Una volta o l'altra di distrae e questo basta! A ognuno di noi serve pensare ad una persona, ci fa sentire essere importanti essere pensati da qualcuno, perché noi non siamo un’isola, esistiamo in relazione agli altri. Tale frase riprende anche il disegno della pecora che non si vede perché è dentro alla scatola, si vede la scatola se la si guarda con gli occhi, la pecora se la si guarda con il cuore. “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”, il segreto che la volpe svela al Piccolo Principe. Ad oggi bisognerebbe discriminare l’utilizzo del termine “dipendenza”, non sempre questa può essere classificata come patologica in quanto in realtà è un desiderio assolutamente legittimo di ogni essere umano, di stare quanto più vicino possibile a chi si vuole bene, a chi in caso di bisogno può prendersi cura di noi. Rappresentazione dell’ affaccendarsi degli uomini insensato ed immotivato e della costante insoddisfazione mai legata ad una vera e propria presa di coscienza su cosa possa migliorare la nostra vita, necessità costante di lamentarsi senza mai attivamente trovare soluzioni alternative. Castelvecchi Editore, Milano. Il Piccolo Principe cede e si fa mordere dal serpente “ quando il desiderio della rosa è diventato troppo forte per potervi resistere ancora ”, a volte per coltivare l’ attaccamento bisogna sperimentare la perdita a piccole dosi: la lontananza dalla rosa ha permesso al Piccolo Principe di capirne l’importanza e di dare un valore al loro legame. Questo personaggio rappresenta la nostra quotidiana corsa contro il tempo, la frenesia e la mancanza di capacità di riuscire a godere dei piccoli piaceri quotidiani, spinti poi a cercare piaceri estremi per evadere dalle frustrazioni accumulate. Solo la nostra sensibilità percepisce la singolarità dell’individuo, le persone sono rinchiuse nelle apparenze e solo “addomesticandole” si potrà rivelare ed apprezzare la loro singolarità, per cui anche la nullità del deserto può essere bella. Ogni capitolo de Il piccolo principe racconta l’incontro del protagonista con personaggi diversi, ognuna di queste figure bizzarre lascia il Piccolo Principe stupito e sconcertato per la stranezza delle persone adulte. L’Uomo vanitoso vuole solo essere ammirato e per questo risulta noioso, si accorge degli altri solo nel momento in cui loro lo ammirano “Ti ammiro”, disse il piccolo principe, alzando un poco le spalle, “ma tu che te ne fai?”. Il tempo e la rosa de Il Piccolo Principe di de Saint-Exupéry, Letteratura straniera contemporanea (1850-2000), L’importanza del tempo ne Il Piccolo Principe, Simone de Beauvoir e il lavoro dell’ignoto ne “I Mandarini”, Marcel Proust: la Ricerca della Vita negli occhi di un lettore, Adolescenza e racconto: “Il grande Meaulnes”, Cosa mangiare a Roma: ecco i dieci piatti tipici, Perché esiste il complottismo? In questo romanzo non si trova solo il rapporto tra l’adulto e il bambino (pilota-piccolo principe), ma c’è anche quello tra pari, come tali possono essere visti il protagonista e la volpe: quest’ultima ha rivelato come “le amicizie possono essere tante ma sempre uniche”, l’incontro tra i due è un trattato sull’importanza dei legami nelle relazioni umane. L’importanza delle relazioni e dei legami rappresenta il filo conduttore di questo racconto. Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. Il Piccolo Principe mostra di avere una “base sicura” per sentirsi libero di andare ad esplorare il mondo e poi tornare: come il bambino, quando viene lasciato all’asilo, che piange e si dispera ma poi inizia a giocare e accoglie felice la mamma quando va a riprenderlo. L’essenziale è invisibile agli occhi […] È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante», Fonte citazioni: Antoine de Saint-Exupéry, Le Petit Prince, Editions Gallimard, 1943, Testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli, autorizzazione 22 del 21/04/2015. Non sapevo come toccarlo, come raggiungerlo … Il paese delle lacrime è così misterioso. Immagine stampata su carta da parati che riproduce il Piccolo Principe in volo e la frase "Non si vede bene che col cuore". Il Re monarca assoluto che pensa di dominare l’interno universo in un pianeta dove vive solo lui, ordina quello che sa già che accadrà e mantiene così l’illusione che l’universo gli obbedisca.